La Logica del Massacro

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di Vincenzo Vinciguerra

L’orrore si materializza nelle immagini televisive che mostrano la sequenza di un massacro di innocenti, compiuto da un uomo votato alla morte.
Che dire?
L’Europa dei mercanti s’interroga sulla propria incapacità di difendersi dagli attacchi di un nemico che è dentro le proprie mura.
Politici ed esperti si precipitano in televisione per scodellarci la solita minestra riscaldata infarcita di luoghi comuni e di falsità e per proporre, per l’ennesima volta, il nulla che hanno come rimedio.

Nessuno osa dire che l’Europa paga l’asservimento alla politica imperiale degli Stati uniti.
L’élite americana, che nel 1945 aveva fissato in mezzo secolo il tempo necessario per conquistare l’Europa, aveva stabilito che subito dopo sarebbe iniziato il “secolo dell’Asia”, ovvero il suo asservimento alla “Casa sulla collina”.
Per eliminare la minaccia di un’Europa a guida germanica hanno scatenato una guerra mondiale costata 56 milioni di morti che è servita anche ad eliminare dalla scena asiatica quel Giappone imperiale che si era proposto di cacciare gli occidentali dall’Asia contestando la supremazia della razza bianca.
Hanno vinto, ma hanno dovuto impiegare quasi mezzo secolo per piegare l’Unione sovietica. E, poi, non hanno perso tempo a rivolgere la loro attenzione al continente asiatico nel quale ora devono fronteggiare un nemico ben più potente del Giappone, quella Cina popolare che rivendica la leadership su di esso.
Hanno destabilizzato il Medio Oriente, già focolaio permanente di guerre e tensioni fin dalla nascita dello Stato d’Israele, sia direttamente sia permettendo al loro migliore alleato nella regione, l’Arabia saudita, di scatenare un’offensiva contro l’Iran scita nel tentativo di creare un blocco di Nazioni sunnite ad essa obbedienti.
Gli Stati uniti possono permettersi – perché ne hanno la forza – di modificare la loro politica per regioni tattiche, così che, una volta raggiunta l’autosufficienza energetica, hanno iniziato a sostenere l’Iran scita allentando i propri rapporti con l’Arabia sunnita.
L’Europa dei mercanti fa la politica dell’America per l’America e ne paga il prezzo.
Non soggetto attivo bensì passivo della politica mondiale, l’Europa delle banche e delle Borse pone a disposizione dell’impero i propri mezzi finanziari e militari per aiutarlo nella conquista di quei continenti africano ed asiatico che gli Stati uniti da soli non hanno la forza di portare a termine.
La Francia è militarmente presente in sei Stati africani e non ci sono telecamere al seguito per documentare, in tempo reale, quanto fanno le sue truppe e quelle locali contro i loro nemici.
Nessuno documenta l’orrore di repressioni delle quali si preferisce non parlare.
Cosa difende la Francia in Africa? E l’Italia in Afghanistan? I propri interessi?
No, solo quelli della terza Roma in guerra contro Cartagine.
Ma oggi non c’è bisogno che Annibale attraversi le Alpi per colpire Roma sul proprio territorio. Oggi, coloro che trattiamo come nemici sono ovunque in mezzo a noi. E, a differenza dei cristiani che hanno abolito il paradiso, il purgatorio e l’inferno, che non credono alla vita eterna preferendo quella terrena, opportunamente dichiarata “sacra”, i nostri “nemici” aspirano al Paradiso di Allah al quale è facile giungere con il martirio.
Non ci si può difendere contro migliaia di uomini e di donne che vedono nella morte il mezzo migliore e più rapido per raggiungere l’eterna felicità.
Non servono straordinarie misure di sicurezza che finiscono per restringere gli spazi di libertà dei cittadini europei, senza scongiurare la minaccia.
Serve riscoprire il gusto e la necessità di avere una politica indipendente da quella degli Stati uniti, che consenta di difendere i nostri interessi e di scegliere i nostri amici ed i nostri alleati che non si identificano esclusivamente, come oggi avviene con quelli degli americani.
Quanto odio e quanto disprezzo nel mondo arabo e musulmano verso questo Occidente che si rende complice del genocidio del popolo palestinese da parte di Israele?
Perché serve avere anche una politica giusta, non solo indipendente, per riprendere nel mondo quel posto che l’Europa ha perso l’8 maggio 1945.
L’Italia si è coperta di ridicolo nel momento in cui il presidente del Consiglio in carica, il pregiudicato Silvio Berlusconi, si faceva immortalare mentre baciava la mano al libico Gheddafi, salvo mandargli contro i Tornado quando il padrone americano lo ha preteso.
E i magliari del centrosinistra hanno fatto altrettanto quando, dopo anni di insulti contro lo Stato “canaglia” dell’Iran scita, ne hanno ricevuto il presidente in pompa magna spingendo il proprio zelo fino a coprire le nudità delle statue di marmo esposte nei corridoi di palazzo Chigi, nel momento stesso in cui gli Stati uniti hanno rivolto la loro attenzione a quel Paese.
Episodi grotteschi di una dipendenza assoluta dalla Casa Bianca, che non ci mettono al riparo da possibili attacchi come quelli avvenuti in Francia. E allora le amare risate sulla nostra classe dirigente di lacchè, lasceranno il posto alle lacrime e al dolore per gli italiani che potranno morire innocenti.
E se questo accadrà non ci chiederemo di chi sia la colpa, perché già conosciamo i nomi dei responsabili.
Ci porremo un solo interrogativo: sarà possibile fare giustizia?

Opera, 16 luglio 2016

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