Le Comiche

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di Vincenzo Vinciguerra

La nota comica nelle cronache politiche della Karneval Nation non può ovviamente mancare.
Così, periodicamente, assistiamo a mobilitazioni di associazioni antifasciste (Anpi sempre in prima fila) finalizzate ad impedire le manifestazioni dei gruppuscoli di estrema destra che di fascista non hanno nulla.
Fra antifascisti che non hanno più ragione di esistere e fascisti che non esistono, lo scontro è comico.
l poveracci dell’estrema destra italiana cercano di sopravvivere ostentando come simboli tartarughe e croci celtiche, strimpellando chitarre e bevendo birra, evitando di criticare i padroni e inventando nemici contro i quali combattere.
È un vezzo dei militanti di estrema destra quello di ritenersi guerrieri che lottano soli contro il mondo. E le mobilitazioni antifasciste che radunano, anche queste, quattro gatti, accrescono il loro senso di solitudine radicando il loro convincimento di essere “guerrieri senza sonno” che si battono allo stremo contro l’intero mondo.

In realtà, nei loro verdi anni l’intenzione di combattere contro tutti i nemici della evoliana “Tradizione” (non sanno nemmeno cosa sia ma suona bene) la nutrono, salvo poi cominciare a contare questi nemici. É sono tanti, troppi.
Difatti, ad un certo momento interrompono il conteggio e dai loro eroici petti scaturisce spontaneo il fatidico grido: “C…o quanti sono!”.
Ma guerrieri si nasce e quindi devono combattere. Così, con consumata astuzia, ripiegano nella lotta ad oltranza ad esigue minoranze: zingari, barboni, migranti.
Non li affrontano direttamente (questi menano) ma si propongono come forza ausiliaria di polizia: loro segnalano, possibilmente in forma anonima e confidenziale giusto per non smentirsi, e questa interviene.
In fondo sono degli innocui sognatori. Che male fa sognare?
Ora, sono impegnati a combattere furiosamente per impedire che l’Europa cristiana diventi mussulmana.
Tutti, volendo, possono vedere le poderose armate turco-arabe che si apprestano ad invadere l’Europa cristiana contro le quali loro già combattono come antichi cavalieri templari.
Non è vero.
Perché dirglielo? I sogni non si devono infrangere, per evitare di traumatizzare questi innocui ragazzi ai quali piace pensare di essere valorosi combattenti del nulla contro nessuno.
Il problema non sono loro che, comunque, possono contare sui “camerati” di “Forza Italia” e “Fratelli d’Italia” sempre pronti ad intervenire benevolmente perché possano invocare l’intervento delle forze di polizia contro zingari, barboni e migranti.
Il problema sono gli antifascisti che coltivano la memoria dell’odio, per evitare che a 77 anni dalla fine della guerra e del fascismo possa iniziare un esame sereno di quel periodo delle nostre storie.
Loro, i poveracci dell’estrema destra, sono il pretesto che consente agli antifascisti di portare innanzi la loro battaglia per impedire che si ristabilisca la verità su un periodo storico che, insieme alle ombre, ha avuto le sue luci.
Hanno ragione: qui è notte fonda. La luce fa paura a quanti combattono contro i fantasmi del passato.
I militanti dell’estrema destra non sono fascisti (figurarsi!), né razzisti, né xenofobi, sono fanatici della “legge e dell’ordine”, come il brigadiere Pasquale Zagaria amano la mamma e la polizia, e per farli scomparire politicamente sarebbe sufficiente arruolarli nei vigili urbani.
Sarebbero felici: andrebbero in giro vestiti di nero, alzerebbero il braccio per fermare guidatori spericolati, potrebbero multare i barboni, controllare gli zingari.
Una festa.
La soluzione a problemi che sembrano irrisolvibili è in realtà facile, perché è sufficiente valutarli con un minimo di onestà intellettuale e questa suggerisce che il fascismo e i fascisti sono caduti il 28 aprile 1945.
Non esistono, quindi, da allora pericoli per la democrazia e i vincitori che, anzi, dell’estrema destra si sono avvalsi per rafforzare il potere.
Oggi, il potere non ha più bisogno dei militanti di estrema destra che, dal canto loro, vivono nell’ombra di concerti rock e commemorazioni, convinti di essere vivi, di essere “qualcuno” solo per le proteste dell’Anpi ogni volta che si riuniscono in locali debitamente protetti dalle forze di polizia del regime.
Non hanno idee ed ideali, non hanno storia né passato, hanno solo le fantasie, tutto sommato innocue, di essere i guerrieri del nulla che combattono contro nessuno.
Vanno compatiti, non osteggiati.
Non devono scomparire perché, egoisticamente parlando, se questo avviene, per ridere mi restano solo i film di Checco Zalone.
Sarebbe un peccato.

Opera, 3 febbraio 2017

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