Un pensiero per il potere

image

di Vincenzo Vinciguerra

L’ascesa di Donald Trump ha rivitalizzato l’estrema destra italiana ed europea, convinta che la sua politica in tema di immigrazione, sicurezza, contrasto dell’Islam coincide con quanto da essa affermato in questi anni.
La notizia che il consigliere strategico del nuovo presidente americano, Stephen Bannon, è un ammiratore di Julius Evola ha certamente esaltato le speranze di quanti si illudono che stia per sorgere una nuova alba più o meno dorata.
Non hanno capito niente, come al solito.
Giulio Cesare Evola, in Italia, è stato spacciato per il filosofo dell’inesistente “neofascismo” monopolizzato dal Movimento sociale italiano per scopi elettoralistici.
In realtà, Evola non è mai stato fascista. Si è vantato di non aver mai voluto aderire alla Repubblica sociale italiana di cui ammirava – bontà sua – solo lo “spirito legionario” e condannava tutto il resto perché plebeo.

Non aveva una concezione nazista della vita e della politica per la semplice ragione che l’esaltazione di un ordine gerarchico, virile, solare, è nota da millenni.
Non serve scomodare Hitler.
Evola, con le sue idee, apparteneva a quella categoria di studiosi che si pongono al servizio del potere – di ogni potere – e sono da questo utilizzati per i propri fini.
Il suo pensiero è servito allo Stato democratico e antifascista per far transitare alcuni milioni di italiani dal fascismo alla destra che del primo è la mera negazione.
La “Statolatria” che lo induceva ad esortare i giovani reduci della Repubblica sociale italiana a schierarsi dalla parte di uno Stato “anche vuoto come questo”, non ha formato “legionari” ma “confidenti” per i quali lavorare clandestinamente per gli apparati dello Stato era lecito se non proprio doveroso.
Lo si deve anche al suo contributo se l’estrema destra italiana – non più fascista – si è trasformata nel breve arco di un decennio nel braccio operativo di un regime democratico ed antifascista.
Era proprio lui ad esortare i vertici del Msi a creare una “forza a disposizione” da inserire negli apparati dello Stato per combattere l’ “eversione”.
Evola non ha mai preso in considerazione il fatto che la “continuità dello Stato” è, in realtà, continuità di stipendio e di carriera perché lo Stato è solo una macchina burocratica senza anima e senza ideali, camaleontica perché assume il colore di chi la comanda.
Cambia il padrone cambiano i comportamenti.
Da prefascisti a fascisti ad antifascisti, i burocrati giustificano i loro comportamenti con il fatto di essere “servitori dello Stato”, anche quando lo Stato si palesa come strumento di chi comanda, non importa chi sia.
Non esiste, quindi, il primato dello Stato, ma solo quello della politica che guida la macchina statale o la dirige verso gli obiettivi che si prefigge.
Il fascismo cercò di fare dell’Italia una potenza regionale mediterranea, l’antifascismo ne ha fatto un suddito degli Stati uniti. E lo ha fatto con il concorso di Giulio Cesare Evola e degli evoliani.
Il pensiero di Evola si può interpretare ed ognuno può trarne le conclusioni che gli aggradano.
Vittorio Sgarbi si proclamò erede di Evola, la sinistra ha rivalutato nel tempo lo stesso Evola, quindi perché stupirsi se un consigliere dell’attuale presidente degli Stati uniti lo ammira come uno dei protagonisti della “Destra alternativa”.
Anche l’Evola “razzista”, non antisemita, quello che predica la superiorità della razza ariana (ma lo ha negato) può essere interpretato ed utilizzato per affermare la preminenza non di una razza ma di un “popolo eletto”, lo stesso che ancora oggi vieta agli uomini di sposare donne non ebree perché a loro appartengono i figli e solo loro possono pertanto perpetuare la stirpe.
Buono a tutti gli usi, Julius Evola.
Buono anche per un’amministrazione americana che ha sostituito la precedente anche grazie all’appoggio determinante della lobby israeliana negli Stati uniti.
Nessun contrasto con l’estrema destra italiana che ha sempre sostenuto Israele e collaborato con i suoi servizi segreti.
Oggi, con la conclamata ammirazione per Julius Evola da parte della nuova amministrazione americana, i servi d’Italia hanno una ragione in più per sentirsi gratificati dalla certezza di essere sempre stati dalla parte giusta: quella del padrone.

Opera, 15 marzo 2017

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...