La “quarta dimensione” della guerra

image

di Vincenzo Vinciguerra

Ci sono libri che andrebbero diffusi fra gli studenti delle scuole medie superiori oltre che nelle Università perché, in poco meno di trecento pagine, offrono ai lettori l’esatta dimensione della tragedia che da quasi un secolo viviamo, da quando cioè gli Stati Uniti decisero di intervenire militarmente in Europa contro gli Imperi centrali.
Il libro di Paolo Sensini, “Isis. Mandanti, registi e attori del ‘terrorismo’ internazionale”, Arianna Editrice, è uno di questi.
Il suo contenuto non è confutabile perché l’autore si è fatto carico di documentare in maniera impressionante tutto ciò che afferma così che alla fine della lettura si resta raggelati dinanzi alla vastità dell’inganno in cui vivono centinaia di milioni di persone, per non indicare cifre maggiori che comprendono buona parte della popolazione mondiale.

Il saggio di Paolo Sensini, scritto in modo brillante e chiaro nonostante la mole di notizie che offre e la difficoltà oggettiva di rappresentare quanto avviene in un mondo – quello arabo – molto lontano da noi, dalla nostra cultura, dalle nostre coscienze, ci racconta la nascita dell’Isis ovvero del “terrorismo” che insanguina da anni anche le piazze e le strade delle nazioni europee.
Scopriamo così, per l’impegno coraggioso di Paolo Sensini, che il “mostro” contro il quale i governi europei affermano di essere impegnati a combattere per difendere le vite dei loro cittadini ed il “nostro” modello di cultura, il “nostro” stile di vita, è stato in realtà partorito dal “Grande fratello” americano con il sostegno di tutti i governi alleati, quello italiano compreso, che hanno posto a disposizione, come sempre, le loro strutture di intelligence.
La prima riflessione che sorge spontanea dalla lettura del libro è che la destabilizzazione del Medio Oriente non rientra negli interessi dell’Europa, ma solo in quelli di Israele e Stati Uniti.
La seconda è che gli Stati sunniti non hanno più in Israele il nemico da combattere, se non da abbattere, ma l’Iran e i suoi alleati in Siria e in Libano che, non a caso, sono gli obiettivi dello Stato ebraico.
Un’alleanza di fatto che, da un lato, allontana per sempre le speranze dei palestinesi di trovare un sostegno internazionale per la loro causa e, dall’altro, rende concreta la possibilità di un attacco militare all’Iran e la resa dei conti che gli israeliani vogliono con gli Hezbollah libanesi.
Altre guerre, altre centinaia di migliaia di morti, altri milioni di profughi che non avranno altra scelta che cercare rifugio in Europa.
Intanto, combattono in Siria e nello Yemen con un costo spaventoso in vite umane che si aggiunge a quello provocato dalle “primavere arabe” che hanno gettato nel caos la Libia.
Paolo Sensini, giustamente, con estrema lucidità, denuncia che la strategia americana si rifà alla “teoria del caos”, e noi ricordiamo che già un altro “terrorismo”, quello che ha insanguinato l’Europa e, in particolare, l’Italia, dal finire degli anni Sessanta ai primi anni Ottanta, fu generato da un’operazione statunitense che, non casualmente, si intitolava “Chaos”.
Da “Chaos” a caos, le tattiche della strategia americana per ampliare il suo potere nel mondo diventano sempre più complesse e raffinate.
Nel bacino del Mediterraneo, gli Stati Uniti hanno in Israele un alleato spregiudicato e potente, tanto che a volte sorge il dubbio legittimo che sia la superpotenza mondiale americana ad assecondare la politica israeliana e non viceversa.
Un mistero, questo dello strapotere sulla scena mondiale di un piccolo Stato che conta una popolazione di pochi milioni di persone e nessuna risorsa economica propria, che nessuno intende affrontare e chiarire.
Così, leggendo il libro di Paolo Sensini, abbiamo la certezza che i “tagliagole” dell’Isis, i massacratori di Parigi, Londra, Berlino sono stati creati, foraggiati, armati da Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita e Paesi del Golfo, con l’aiuto dei servizi segreti turchi ed europei che fanno parte della Nato.
È un copione che si ripete.
Arriva sempre il momento in cui i manovrati si rendono conto di essere tali, di essere cioè dei burattini ma più di sporadiche rappresaglie nulla possono fare per evitare la fine che gli è stata destinata.
Altri prenderanno il loro posto sullo stesso e su altri scenari perché se il secolo XX è stato nella strategia americana quello riservato alla conquista dell’Europa, il secolo ora iniziato è destinato alla conquista dell’Asia.
Ma anche i teatri di guerra saranno lontani, il prezzo più alto non lo pagheranno gli Stati Uniti e Israele ma sempre gli altri popoli, compresi quelli europei.
La domanda che dobbiamo porci è  che oggi gli Stati Uniti hanno due nemici da abbattere, la Russia e la Cina popolare. Al momento, sembra che si stiano concentrando sulla prima ma l’installazione di basi militari in Iraq, Afghanistan, Caucaso permette il loro uso anche contro la Cina, secondo una politica di accerchiamento che non è riservata alla sola Russia.
Nel 1939, fra i due nemici del tempo, l’Unione sovietica e la Germania, gli Stati Uniti scelsero come obiettivo prioritario la seconda.
Fra Russia e Cina popolare chi sceglieranno?
Già nel corso del convegno dell’Istituto “A. Pollio”, a Roma, sulla “guerra rivoluzionaria”, si spiegò che viviamo nella !quarta dimensione della guerra”, quella che si propone la conquista delle menti, delle coscienze e dei cuori dei popoli.
Quello che non fu detto è che il raggiungimento dell’obiettivo si ottiene attraverso la manipolazione delle menti, delle coscienze e dei cuori dei popoli dominati e da dominare.
Il bellissimo saggio di Paolo Sensini ci prova anche questa realtà, quella di governi nazionali che hanno armato la mano di coloro che uccidono i propri cittadini, ma riescono ad accreditarsi ancora come i loro difensori e chiedono il loro plauso per leggi che li privano, ogni giorno di più, delle loro libertà.
Un’ultima annotazione è necessaria: anche nella “quarta dimensione della guerra” la materia prima, quella che la alimenta, è rimasta la stessa della prima dimensione, quella che risale alla notte dei tempi: il sangue degli uomini.
Leggiamo il libro di Paolo Sensini, e facciamolo leggere e chiediamoci alla fine, quando siamo giunti all’ultima pagina, per quanto tempo ancora come uomini e come europei dobbiamo accettare e tollerare tutto questo.

Opera, 28 giugno 2017

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...