I fascisti inesistenti

image

di Vincenzo Vinciguerra

Ascoltavo, ieri, la trasmissione condotta dall’ex compagna Lucia Annunziata che, dopo Walter Veltroni, ha intervistato quello che cerca di spacciare per un «camerata», cioè un dirigente di CasaPound.
Il personaggio si crede furbo, invece come un fesso giustifica il gesto idiota di un gruppo di idioti di raffigurare Anna Frank con la maglia della Roma.
Usare l’immagine di una ragazzina elevata a simbolo della persecuzione nazista degli ebrei non ha senso logico ed è un gesto offensivo per l’intelligenza perché, a prescindere da ogni altra considerazione, è quella di una ragazzina morta in una guerra che andrebbe ricordata in ben altri modi.
Inoltre, gli idioti hanno permesso alla comunità ebraica di speculare una volta di più sugli ebrei morti durante la Seconda guerra mondiale, attività preferita da chi ha tutto l’interesse di far dimenticare l’oppressione israeliana sul popolo palestinese, trincerandosi dietro un passato del quale hanno il monopolio per legge.

Il fesso in questione si è però proclamato, insieme ai suoi amici, «fascista nell’animo» specificando che CasaPound apprezza il fascismo fino al 1938 perché dopo ha fatto le leggi razziali, si è alleato con la Germania nazista, ha fatto la guerra alle democrazie occidentali.
Purtroppo, per i fessi di CasaPound, la loro non è una posizione originale perché rispecchia quella adottata da tutta la destra italiana nel dopoguerra che pure fascista non era e tale non si proclamava.
È sufficiente leggere il libro di Mino Caudana, Il figlio del fabbro, per constatare che i fessi in questione ripetono, a mo’ di pappagalli, quello che la destra di tutte le sfumature afferma da 70 anni. Solo che loro pensano di aver escogitato la furbata che gli consente di proclamarsi fascisti senza esserlo.
Del resto non è difficile ammirare il fascismo per quanto fatto fino al 1938, visto che ci si trova in compagnia, solo per fare due nomi, di Roosevelt e Churchill.
Insomma, i furbissimi fessi di CasaPound non sanno nemmeno di cosa parlano sul piano storico, figurarsi su quello ideologico!
Non sono i soli. A far loro compagnia sugli spalti degli stadi di calcio ci sono quelli di «Forza nuova» che vorrebbe rappresentare il clerical-fascismo e altri che, addirittura, quando dormono si raffigurano come nazisti e quando si svegliano hanno paura di prendere una denuncia a piede libero per apologia di fascismo.
Difatti, il 25 aprile erano in mille a fare il saluto romano ai caduti fascisti sepolti nel cimitero di Milano ma, appena la Questura ha fatto la faccia feroce, il 2 novembre si sono presentati in 30, quasi tutti anziani e dei quali solo alcuni hanno osato salutare i morti romanamente.
Messi alle strette, i fessi dei gruppi di estrema destra si ridimensionano: nazisti? No, per carità! Fascisti? Sì, ma nell’animo e fino al 1938.
Come loro, meglio di loro, ha fatto un certo Buttafuoco che si dichiara da sempre fascista e, per questa ragione, è amico dell’italo-israeliano Giuliano Ferrara ed è sempre invitato a dibattiti televisivi nel corso dei quali brilla per le banalità che esprime.
Dispiace deludere Emanuele Fiano e le comunità ebraiche, l’ambasciata israeliana e l’Anpi ma, in Italia, di fascisti ce ne sono veramente pochi e nessuno è intruppato nei gruppi che vengono spacciati come tali.
Del resto, i nazionalisti di CasaPound si rifanno nel nome a un poeta americano, prendono soldi dal Fronte nazionale francese, hanno per simbolo una tartaruga perché un coniglio sarebbe stato troppo esplicito, mentre gli altri ostentano la croce celtica che è un simbolo di provenienza francese come lo fu la fiamma tricolore del Movimento sociale italiano.
Oggi, pensano di vivere un momento di gloria ma, quando l’emergenza migranti finirà, che faranno?
Non sono Silvio Berlusconi che, con Marcello Dell’Utri, ha goduto del sostegno (e pagamento) dell’alta mafia, sono a livello di un vecchio ladrone come Massimo Carminati e i voti che possono racimolare fra la malavita di strade e i sottoproletari lasciano il tempo che trovano.
Non sono costoro un problema politico, solo che dovrebbero essere indotti a non sfruttare più la storia del fascismo (anche solo fino al 1938) e, forse, la soluzione ci sarebbe: introdurre nel codice penale il reato di vilipendio del fascismo, abolendo quello di apologia di fascismo.
È certo che, così facendo, il 99,99 per cento di loro scoprirebbe di essere sempre stato antifascista nell’animo, almeno a partire dal 1938.
Provare per credere.

Opera, 13 novembre 2017

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...