Poteri Occulti

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di Vincenzo Vinciguerra

Come sempre, la storica Stefania Limiti non delude. Il suo ultimo libro, “Poteri occulti” (Rubbettino editore, Soveria Mannelli, 2018), descrive, con estrema lucidità, il peso di quelli che chiama “poteri occulti” o, per usare la definizione di Norberto Bobbio, i “poteri invisibili”.
Stefania Limiti passa in rassegna le forze che condizionano la politica italiana del dopoguerra: massoneria, criminalità organizzata, strutture militari segretissime, servizi segreti. E tutto ciò che scrive ci trova concordi perché queste forze hanno scritto la storia italiana senza apporre la loro firma sulle pagine tragiche e drammatiche che la contraddistinguono.
Il libro vuole rappresentare un grido d’allarme per il presente e l’immediato, non è quindi una rivisitazione del passato per quanti ancora ritengono giusto – se non doveroso – scrivere la Storia italiana colmando i troppi vuoti che essa palesa, diradando le tante ombre che la punteggiano perché le future generazioni sappiano e, sapendo, possano evitare che si ripeta quanto noi tutti abbiamo vissuto.

La loggia P2 è stata uno strumento che la Massoneria ha posto a disposizione di un potere nazionale e internazionale che ancora oggi non si riesce a delineare. E sul conto di questa loggia segreta sappiamo con certezza che non è stata mai smantellata perché solo un terzo dei suoi affiliati è stato individuato, mentre gli altri due terzi sono rimasti nell’ombra, liberi di continuare a tramare, congiurare, tradire.
La P2 rimane, in effetti, un potere ancora oggi occulto sul quale ogni tanto si accende una luce subita spenta, come il nome di Francesco Cosentino, indicato da un pentito di mafia come il mandante dell’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Cosentino era affiliato alla loggia P2 ma, nella scala gerarchica indicata da Clara Calvi, occupava il secondo posto subito dopo Giulio Andreotti e prima di Umberto Ortolani e Licio Gelli.
Siamo certi che il potere massonico, occulto per antonomasia, farà in modo che il silenzio su questo episodio rimanga inalterato perché la Seconda repubblica – come sogliono definire quelli che hanno perpetuato la Prima – nasce sotto il segno della Massoneria con il trionfo elettorale dell’affiliato alla loggia P2 Silvio Berlusconi cha ostenta pure i suoi legami con la criminalità organizzata, mantenuti tramite Marcello Dell’Utri che, per il suo ruolo di intermediario, è stato condannato dopo un estenuante iter processuale per concorso esterno in associazione mafiosa. Viceversa, dopo la sua grottesca riabilitazione, Silvio Berlusconi, che di quella mediazione era il beneficiario principale, si è addirittura riproposto come presidente del Consiglio.
Stefania Limiti non solo in questo libro, ma anche nei precedenti ha sottolineato l’intreccio di legami fra “Forza Italia” e criminalità organizzata, non solo siciliana ma anche calabrese e pugliese, ma i suoi generosi sforzi per far conoscere una verità ben documentata, come quelli di altri – pochi a dire il vero –, s’infrangono dinanzi al muro eretto dal potere politico e mediatico.
La politica è sorda e muta dinanzi alle tragedie del Paese. La “Bestia parlamentare”, come la definiva più di un secolo fa Edoardo Scarfoglio, che “gioisce di ogni ruina pubblica e privata”, non batte ciglio dinanzi alla verità che, a brandelli, emerge per merito di pochi, disinteressando con cinica e disinvolta ostentazione.
E quale sia l’interesse dell’ex grande quotidiano della borghesia italiana, “Il Corriere della sera”, nel liquidare sempre e comunque come “dietrologia” ogni ricostruzione storica non confacente alle necessità del potere, non è dato da sapere.
E a quale potere risponde “Il Corriere della sera”? Quale potere impone la presenza costante in televisione, come storico ufficiale, di Paolo Mieli, nemico di ogni “dietrologia”?
Perché i governi cambiano, i partiti di oggi non sono più quelli di ieri, ma c’è un potere che evidentemente è immune da ogni cambiamento, che comanda, decide e dirige senza apparire.
Sarà una coincidenza, per carità, che il presidente della Rai-Tv sia una giornalista italiana che è entrata a far parte della Trilateral commission, centro di potere internazionale di cui tutto si può dire meno che sia trasparente?
Tutto condividiamo di quello che scrive e racconta Stefania Limiti meno un punto, quello in cui la bravissima storica e giornalista individua nei poteri occulti i nemici della democrazia.
E, il mio, non è solo un dissenso ideologico perché mai ho creduto – e mai crederò – nella democrazia, ma perché i fatti mi dicono che la democrazia non si può imporre in maniera credibile come sistema politico senza l’ausilio dei “poteri occulti”.
Totalitario come ogni potere, quello che si definisce democratico, che si ammanta di principi e valori che dovrebbero concedere ai popoli la scelta dei loro destini esercitando la loro sovranità, deve mantenere ufficialmente la propria coerenza e la propria rispettabilità e, per farlo, deve affidare ai “poteri occulti”, a forze che ufficialmente non fanno parte del potere ufficiale, che si palesano addirittura come antidemocratiche, i compiti che esso non può assolvere.
Esemplare sul piano storico è la figura di Giulio Andreotti che, contemporaneamente, era genuflesso dinanzi ai Pontefici romani, senza mai perdere una messa e un rosario, era alleato e complice della criminalità mafiosa e, ancora, punto di riferimento certo della loggia P2.
Sette volte presidente del Consiglio, ministro della Difesa, degli Esteri, dell’Industria e commercio, degli Interni ecc. ecc., Giulio Andreotti è la rappresentazione plastica della convivenza fra potere palese e occulto. Li incarnava entrambi.
Quanti altri come lui?
Il libro di Stefania Limiti ci aiuta a comprendere quella che è l’essenza del potere, di un potere senza aggettivi che per definirsi democratico è obbligato a ricorrere, in maniera costante, a metodologie occulte che, quando scoperte, presenta come opera di propri nemici che, però, guarda caso, quand’anche finiscono in Tribunale vengono poi sempre puntualmente assolti.
Un libro da leggere, da condividere con la speranza personale che Stefania Limiti e tanti altri – direi tutti – un giorno possano convenire che la democrazia in cui credono è un’utopia che mai nella storia dell’umanità, passata, presente e futura, si è mai realizzata e mai si potrà realizzare.
Che la democrazia è un Giano bifronte in cui convivono il potere palese e quello occulto, il bene e il male, la luce e l’oscurità.
Come nell’animo umano. E il Potere è sempre incarnato da uomini.
Perché credere che così non sia?

Opera, 26 maggio 2018

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