Il Tiranno

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di Vincenzo Vinciguerra

Fino ad oggi i “comici” dei 5 stelle e i sodali del pregiudicato Silvio Berlusconi della “Lega nord” hanno fatto ridere, ma ora stanno esagerando.
Un ministro degli Interni che pensa di poter vietare a una nave militare italiana di attraccare in un porto italiano non si era mai visto, anzi non si era mai pensato di poterlo vedere.
Invece, Matteo Salvini ci ha provato ignorando che su una nave militare la competenza è del ministero della Difesa e non di quello degli Interni. E la nave, difatti, ha logicamente attraccato nel porto di Trapani.
Salvini ha, quindi, preteso di impedire lo sbarco dei 67 profughi che si trovavano a bordo perché dovevano scendere in manette avendo minacciato il comandante e l’equipaggio di un rimorchiatore che li aveva tratti in salvo ma, a quanto pare, stava facendo poi rotta verso la Libia dove i profughi non volevano tornare.

Peccato che la competenza a svolgere indagini sia della magistratura e non di Matteo Salvini e che, per farle, i magistrati devono interrogare i profughi, fare confronti, compiere cioè tutti gli accertamenti necessari per definire se siano stati commessi reati e identificare chi, eventualmente, li ha commessi.
Per svolgere questo lavoro, i magistrati necessitano che i profughi siano a terra e non confinati a bordo di una nave che, negli intendimenti di Salvini, nemmeno doveva attraccare in porto ma restare in rada.
E i profughi, alla fine, sono sbarcati per l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è intervenuto sul presidente del Consiglio che, fino a quel momento, a quanto pare, aveva sostenuto Matteo Salvini.
Non pago, il ministro degli Interni ha iniziato a strillare che i colpevoli devono essere arrestati, mandati in galera, ecc. ecc.
Purtroppo, per il sodale del pregiudicato Silvio Berlusconi e il compagno di partito dei ladrone Umberto Bossi, ancora non è data da sapere se ci sono colpevoli e, in caso positivo, se i reati da loro commessi sono sanzionabili con l’arresto e la detenzione o con una semplice denuncia a piede libero.
La “faccia feroce” nei confronti dei profughi che vuol vedere marcire in una galera italiana non si addice a un alleato di Marcello Dell’Utri che, fine ad oggi, è l’unico ad aver ottenuto un vantaggio da quando la Lega Nord è al governo: difatti, è stato scarcerato per gravi motivi di salute, senza che Matteo Salvini abbia protestato.
Insomma, Matteo Salvini ha frainteso il ruolo di ministro dell’Interno che non è quello del tiranno che governa e sgoverna, comanda e dispone sull’Italia e gli italiani.
Se aveva pensato che la carica di ministro degli Interni faceva di lui il nuovo Duce, Matteo Salvini si è sbagliato di grosso, così come gli imbecilli dell’estrema destra che lo hanno votato credendo di aver trovato il capo che li guiderà alla vittoria.
Lo zelo propagandistico con il quale, alla pari di tutti i ricreduti e di ogni rinnegato, Matteo Salvini vuol far dimenticare il suo passato di nemico della Patria e dei meridionali, può incantare i fessi d’Italia ma alla fine si ritorcerà contro di lui.
Si è sviluppata una gara fra il “tiranno” Matteo Salvini e la “ducia” Giorgia Meloni a chi è il più “cattivo”. La seconda propone di fare un blocco navale dinanzi alla Libia anche se non ha ancora osato proporre l’affondamento dei barconi a cannonate. Si è, però, rifatta proponendo l’abolizione del reato di tortura o almeno la sua modifica perché in questo modo si ostacola il lavoro delle forze di polizia.
Se al ministero degli Interni non ci fosse Matteo Salvini, il capo della polizia sarebbe stato invitato a sporgere denuncia nei confronti di Giorgia Meloni per oltraggio alle stesse forze di polizia.
Va da sé, difatti, che implicitamente la Meloni riconosce che le polizie italiane hanno sempre utilizzato la tortura per estorcere confessioni e, se non si abolisce il reato, non potranno più farlo a scapito dei risultati.
Nessuno le ha ricordato che proprio usando la tortura, il questore Arnaldo La Barbera ha ottenuto la condanna di persone innocenti per la strage di via D’Amelio depistando le indagini per impedire l’accertamento della verità.
Sono talmente cattivi questi personaggi della destra italiana da essere grotteschi.
Se i “comici” dei 5 stelle invece di ritenere che la storia d’Italia non rientra nei loro interessi, s’impegnassero a far scrivere quella vera, con particolare riguardo all’estrema destra e alla Lega Nord con le sue aspirazioni guerrigliere negli anni ’91-’93, si potrebbero liberare facilmente dei Matteo Salvini e delle Giorgia Meloni.
Loro non lo fanno, continueremo a farlo noi senza di loro e, se necessario, contro di loro.
Perché “comici” e “cattivi” passano, l’Italia resta.

Opera, 14 luglio 2018

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