L’Opposizione all’Opposizione

C’è ancora qualcuno in Italia che pretende che nel dopoguerra sia risorto un neofascismo deciso ad opporsi al sistema democratico nato dalla Resistenza ponendosi come alternativa ad esso, obiettivo da raggiungere con tutto i mezzi, legali ed illegali.

Anche se nel tempo, forse in un sussulto di dignità, molti hanno iniziato a parlare di destra parlamentare ed eversiva, rimane il fatto che a leggere i giornali e ad ascoltare i telegiornali ed i dibattivi televisivi sembra che i fascisti siano ancora presenti, anzi accrescano la loro forza e la loro influenza.

Pochi fanno caso, però, al fatto che giornalisti e commentatori politici parlano di fascisti ma mai di fascismo, perché sono perfettamente consapevoli che costoro alle loro spalle non hanno alcuna ideologia. Si può essere fascisti senza fascismo?

Per gli antifascisti abituati ad imporre le loro opinioni evitando accuratamente il contraddittorio sì, si può.

La loro pretesa si basa sulla presenza, invero infima, sulla scena politica di gruppetti e gruppuscoli i cui dirigenti e militanti si esibiscono in camicia nera, fanno i saluti romani, organizzano commemorazioni di caduti della Rsi, esaltano la memoria di Benito Mussolini.

Sarebbe aderente al vero considerarli nostalgici del tempo che fu, di quelli che ricordano, per sentito dire ormai, dei treni in orario, della mancanza di scioperi, dell’Impero risorto sui “colli fatali” di Roma.

Per il resto, costoro vivono nel tempo presente ignari di cosa sia stato il fascismo come ideologia e dottrina perché le loro radici politiche e culturali (se di cultura si può parlare) affondano nella storia del Movimento Sociale Italiano e dei gruppi cosiddetti extraparlamentari dell’estrema destra.

Purtroppo, per coloro che si ritengono ancora oggi fascisti, fascismo e destra sono incompatibili: non può esistere un fascismo di destra e uno di sinistra.

Realtà ben nota ai reduci della Rsi che pure erano confluiti nel Msi.

Quando, dopo le elezioni del 18 aprile 1948, lo sparuto gruppo di parlamentari missini prese posto nella Camera dei deputati sui banchi dell’estrema destra, la base missina insorse e Giorgio Almirante, all’epoca segretario nazionale del partito, si giustificò affermando che i comunisti si erano seduti sui banchi dell’estrema sinistra e, pertanto, loro erano stati obbligati a sedersi dalla parte opposta.

Non era vero, perché il Msi nasce mutuando tutto (nome, simbolo, struttura organizzativa e finalità) dal Movimento Sociale Francese, partito di destra francese, costituito nel 1944 per favorire la riunificazione delle Forze armate che si erano divise fra la Resistenza e la Repubblica di Vichy.

Il Movimento Sociale Italiano nasce per iniziativa dei servizi segreti americani, del Vaticano, della Democrazia Cristiana e di Confindustria, come atto ufficiale di ripudio del fascismo come ideologia, dottrina e storia.

Con la fondazione del Movimento Sociale Italiano, l’Italia “proletaria e fascista” che, il 28 ottobre 1922, Benito Mussolini aveva portato a Vittorio Emanuele III viene cancellata per essere sostituita dall’Italia borghese e capitalista.

Il partito missino è espressione di quella borghesia che Benito Mussolini, negli ultimi giorni di vita, aveva bollato come “rovina dell’Italia”.

I dirigenti missini, con il complice aiuto della Democrazia Cristiana, occultano le loro reali finalità adottando i simboli del passato regime autoproclamandosi eredi dei combattenti della Repubblica Sociale Italiana, unico modo per raccogliere voti fra quegli italiani che non si riconoscevano nell’antifascismo imposto dalle armate anglo-americane.

Sarà Giulio Caradonna, esponente missino di primo piano, confidente a pagamento della divisione Affari Riservati del ministero degli Interni, a vantare l’azione del suo partito, che era riuscito a trasformare i “giovani giacobini” della Rsi in uomini di destra.

Fascisti a parole, antifascisti nei fatti, i missini schierano a fianco o, per meglio dire, ai piedi della Democrazia Cristiana, proponendosi come punta di diamante nella lotta al comunismo interno ed internazionale.

Arturo Michelini, Augusto De Marsanich, Giorgio Almirante, Pino Romualdi e soci avevano perfino coltivato l’idea e alimentato la speranza di sciogliere il partito e di confluire nella Democrazia Cristiana, come avrà modo di rivelare in un discorso in Parlamento Filippo Anfuso nei primi anni Sessanta.

La “destra nazionale”, come la definirà, dopo aver gettato la maschera, Giorgio Almirante, che aveva per presidenti del partito gli antifascisti Alfredo Covelli e Gino Birindelli, non si è mai posta come “alternativa al sistema” ma solo come opposizione dell’opposizione, cioè della sinistra socialcomunista prima, comunista dopo.

Gianfranco Fini, di conseguenza, non può essere considerato il “rinnegato” per antonomasia di un fascismo inesistente, ma solo come colui che, per il piatto di lenticchie offerto dal pregiudicato Silvio Berlusconi, ha gettato alle ortiche l’esteriorità di una forza politica che nulla aveva da spartire con il fascismo inteso come ideologia e dottrina.

Gianfranco Fini fa quello che aveva tentato di fare Mario Tedeschi con Democrazia Nazionale, fallendo perché Almirante temeva di perdere non solo la faccia ma anche i voti degli iscritti e dei simpatizzanti.

Bisogna anche aggiungere che a seguire il “rinnegato” Fini ci sono anche il novanta per cento dei missini, prima Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Francesco Storace, Mirko Tremaglia e così via elencando i fascisti dell’antifascismo.

Il restante dieci per cento si rifugia nel Movimento Sociale – Fiamma Tricolore, con il fiduciario della Cia, Pino Rauti, e in altri gruppuscoli come Casa Pound, Forza Nuova, ecc. ecc.

È pattume politico, e spesso umano, che fanno sopravvivere perché ancora nel 2020, l’antifascismo deve mantenere in vita il nemico “fascista”, quello che fa i saluti romani, inneggia al Duce, canta “Faccetta nera”, e poi, è schierato con Forza Italia del pregiudicato Silvio Berlusconi e con la Lega Nord del chiacchierone Matteo Salvini.

Come per i missini il nemico, unico e solo, erano i comunisti, anche per questi quanto mai presunti fascisti i nemici sono i migranti e gli islamici.

Gli uomini di destra sono fisiologicamente incapaci di schierarsi contro i più forti, nel loro Dna la lotta contro il potere è inesistente perché aspirano al potere, ma servendolo non contrastandolo.

È, la loro, la logica dei servi che aspirano ad essere promossi dal padrone. Non hanno una storia né eroi.

Hanno alle loro spalle operazioni “coperte” fatte per e con i servizi di sicurezza italiani ed alleati che non possono rivendicare a loro merito, perché il regime e lo Stato che hanno servito li ha buttati nella spazzatura della storia, mentre i loro nemici storici, i comunisti, sia pure debitamente e puntualmente rinnegati, sono da 30 anni al potere.

È la fine dei servi sciocchi.

Per crearsi un passato decente si sono affidati alla fantasia inventandosi guerre mai fatte.

Così, un tale Gabriele Adinolfi si è spinto a scrivere di aver fatto una guerra e di averla persa, di aver sparato fino all’ultima cartuccia, anzi fino all’ultima raffica.

Invece, i suoi colleghi Valerio Fioravanti, Francesca Mambro lo avevano accusato di essere un esponente della “vigliaccheria cronica”.

Figure grottesche, come quella di Pierluigi Concutelli che ha ringraziato i carcerieri per avergli insegnato «a calci in culo il rispetto per gli altri».

Valerio Fioravanti che ha proclamato, con orgoglio: «Io e mia moglie siamo due criminali recuperati alla società». Lo hanno subito invitato a Casa Pound.

Nell’elenco degli “eroi” dell’estrema destra italiana noi può mancare il poliziotto ausiliario Mario Tuti che lamenta di «aver provocato tanto dolore».

E che dire di Gilberto Cavallini che, con le lacrime agli occhi, in Corte di assise a Bologna ha dichiarato

«Mi sono pentito di quello che ho fatto. Ho chiesto perdono per quello che ho fatto».

Erano borghesucci convinti di aver fatto la scelta giusta, schierandosi con le forze di polizia e i servizi segreti, ovvero con lo Stato democratico ed antifascista, quindi hanno ritenuto normale chiedere ai suoi rappresentanti, quando in carcere, i benefici di legge per tornare fuori.

Non ha forse chiesta ed ottenuta la semilibertà perché “parzialmente ravveduto” Franco Freda?

Certo, coerente in questa con una vita dedicata allo Stato ed ai suoi segreti.

Non avevano ideali, ma solo interessi che per i più megalomani fra di loro contemplavano perfino incarichi governativi.

Sono riusciti ad averli quelli dell’”armiamoci e partite”, ma gli altri sono finiti a fare gli scopini nelle sezioni carcerarie.

In un mondo senza ideali non possono esserci eroi, perché non avevano ragioni vere per combattere, per morire, per affrontare il carcere fino alla fine.

Conigli si nasce e, chiusa la parentesi in cui si erano illusi di essere ben protetti leoni, hanno riscoperto la loro natura di uomini di destra, quella dei conigli ai quali importa solo stare bene. E fuori si sta meglio che dentro.

Duole dirlo, almeno per un anticomunista convinto e sincero come me, ma a conferma che gi unici oppositori di questo regime erano a sinistra, a Rebibbia ci sono da decenni cinque principesse rosse che con i loro compagni a Trani, non hanno rinnegato i loro ideali né hanno rinunciato alla loro dignità.

Un sacrificio silenzioso il loro che l’italica miserabile sinistra preferisce ignorare.

Le hanno dimenticate. Non io.

Abbiamo ideali diversi, magari contrapposti, ma con loro condividiamo il medesimo concetto di dignità e di onore.

E ai rottami della destra italiana, compresi quelli camuffati ancora oggi da fascisti, per i quali vale il motto “meglio un cane vivo che un leone morto”, ricordo volentieri che anche i cani muoiono, magari di vecchiaia ma muoiono come tutti, e loro, come tanti, senza dignità e senza onore.

Opera, 9 settembre 2020

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...