Colpevoli

In attesa di leggere il libro scritto da Sandra Bonsanti e Stefania Limiti, Colpevoli, Chiarelettere, Milano, da poco in libreria, commento l’intervista pubblicata su Il Venerdì di Repubblica del 12 marzo di Sandra Bonsanti, a cura di Concita De Gregorio, dal titolo “Il giorno della non verità”.

Ho un grato ricordo di Sandra Bonsanti che è stata l’unica giornalista che ha avuto il coraggio di ridicolizzare Felice Casson, nel corso di un’intervista televisiva, mettendogli sotto il naso il mio libro Ergastolo per la libertà, così come ho sempre apprezzato l’impegno di Stefania Limiti nella ricerca della verità sulla storia italiana.

A differenza di altri, il loro libro merita certamente di essere letto, e posso dirlo senza averlo fatto ancora perché le due autrici sono una garanzia di onestà intellettuale, fermo restando che non credo di poter condividere, come già in passato, tutte le loro opinioni perché la loro è una prospettiva che risente di un antifascismo, a volte viscerale, che ne condiziona le conclusioni e i giudizi.

Questa Italia nasce da un segreto ignobile, quello della caduta del regime fascista il 25 luglio 1943 e della proclamazione dell’armistizio l’8 settembre 1943.

L’intreccio fra massoneria, servizi segreti, alta finanza, criminalità organizzata, politica e clero, che ritroveremo puntualmente negli anni successivi, fino ad oggi, si forma in quel periodo.

L’Italia paga il prezzo della sconfitta militare e dell’occupazione anglo-americana, che viene spacciata per “liberazione”, non si comprende da cosa visto, che il fascismo era finito il 25 luglio 1943, e che le armate tedesche erano state costrette a restare in Italia per bloccare l’avanzata verso Nord di quelle angloamericane.

Nulla è cambiato da quei giorni tragici perché le forze che si mossero allora per consegnare l’Italia agli Stati Uniti sono le stesse che continuano a governare oggi.

Dobbiamo alle amicizie massoniche del massone Carlo Sforza, ministro degli Esteri nel governo De Gasperi, il nostro disgraziato ingresso nella Nato osteggiato dal presidente americano Harry Truman.

Dobbiamo alla Democrazia Cristiana la scelta di fare affidamento sulle mafie in funzione anticomunista, ben prima di Giulio Andreotti e Salvo Lima, perché ci sono stati Amintore Fanfani e Giovanni Gioia, e prima ancora Alcide Gasperi, che questo rapporto con la criminalità organizzata autorizzò ed avallò.

Dobbiamo a Paolo Emilio Taviani, potentissimo esponente democristiano, la costituzione di strutture segrete che affiancassero quelle ufficiali per combattere il comunismo internazionale e il Pci, “quinta colonna sovietica” in Italia.

Sono le forze che hanno vinto la Seconda guerra mondiale e quelle che, in Italia, hanno tradito il Paese in guerra, per antifascismo ed opportunismo, che hanno creato questo sistema, che lo hanno rafforzato e lo hanno reso capace di sopravvivere fino ad oggi.

È da questa realtà che bisogna partire per comprendere quello che è accaduto e ancora accade, non vedendo fascisti onnipotenti ed onnipresenti ovunque e dovunque.

Non era fascista Eugenio Cefis, che viene indicato come il fondatore della Loggia Propaganda 2, come non lo erano gli ufficiali, tutti massoni e badogliani, che avevano costituito nell’immediato dopoguerra l’Armata Italiana della Libertà (AIL) , che si può considerare una P2 ante litteram.

Sandra Bonsanti dice:

«Non va bene dire: ci sono stati i fedeli e i poteri deviati. Non è vero, il confine non c’è».

Giusto, anche se c’è da aggiungere che il confine non c’è perché non ci sono mai state deviazioni, non da parte di poteri e neanche di singoli.

Giulio Andreotti è stato sette volte presidente del Consiglio. Sandra Bonsanti dice che «aveva i suoi demoni: Michele Sindona, Salvo Lima», in realtà era lui che li controllava, così come dirigeva, secondo Clara Calvi ed altri, la loggia P2.

Licio Gelli era, quindi, un uomo suo e Sandra Bonsanti quando dice che «Non era il capo. Era un capo», ha ragione perché sopra di lui in gerarchia, sempre secondo la moglie di Roberto Calvi, c’erano Umberto Ortolani, Francesco Cosentino e lo stesso Andreotti.

Non lo vogliamo considerare Giulio Andreotti un “deviato”? No, perché era un uomo del sistema, come lo era Aldo Moro, che non passerà alla storia come santo e martire, e lo stesso si può dire del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che di segreti ne conosceva tanti e non ne ha mai rivelato uno. Non basta morire di morte violenta per essere annoverati fra coloro che combattevano il sistema o che, addirittura, volevano rivelarne segreti.

È il Sistema che proietta dal suo interno l’immagine di molteplici sistemi tutti “deviati”, in modo da creare in perpetuo capri espiatori sui quali attirare l’attenzione, distogliendola da sé stesso. È così che sopravvive.

Umberto Federico D’Amato è stato un campione dell’antifascismo fin da quando, insiene a James Jesus Angleton, mandava dinanzi al plotone di esecuzione giovanissimi agenti della Rsi infiltrati al Sud e da lui individuati.

È stato l’uomo più importante del controspionaggio italiano nel dopoguerra, vale a dire che più di altri ha contribuito alla difesa ed alla stabilizzazione del sistema, come hanno testimoniato tutti i ministri degli Interni, compreso Francesco Cossiga.

Non ha mai “deviato”: gli omicidi e le stragi rientrano nei metodi del sistema, al quale fa molto comodo farli attribuire ai “servizi-deviati”, alla “massoneria deviata” e, manco a dirlo, ai fascisti.

Mi sono chiesto tante volte perché persone oneste come, ad esempio, Sandra Bonsanti e Stefania Limiti, che pure hanno la capacità e il coraggio di dire certe verità, si debbano fermare dinanzi alla Verità, quella di un Sistema marcio, criminale, capace di ogni ignominia solo perché antifascista e democratico.

L’antifascismo e la democrazia rappresentano per costoro il Bene all’interno del quale si può, annidare il male per colpa di malvagi che cercano in tutti i modi di sradicarlo per sostituirlo con un sistema opposto, cattivo, fascista, autoritario ecc. ecc.

La favola è bella, ma non risponde alla realtà di un sistema che non potrà mai riconscere le infamie di cui si è macchiato.

Il sistema non è la fatina contro la quale complotta la strega cattiva, fascista, piduista, mafiosa e cosi via. È la strega.

Non è difficile riconoscere la realtà di un potere politico che, portato al potere dai vincitori della Seconda guerra mondiale, ha deciso di restare ad essi servo ed asservito per l’eternità, con tutto quello che ne consegue: compresa la scelta dì trasformare il Paese in un campo di battaglia per gli interessi della potenza egemone, attenta a non perdere il controllo della sua portaerei geografica nel Mediterraneo.

Perché per gli Stati uniti, questa è l’Italia: una base militare alla quale impartire ordini vigilando affinché nulla possa modificarsi in senso contrario ai suoi scopi.

Rimane il fatto che negli anni Novanta, dopo l’asserita battaglia contro la mafia e la P2, la mafia e la P2 hanno costituito un partito politico che ha portato alla presidenza del Consiglio il piduista Silvio Berlusconi, che ancora oggi è a fianco del presidente del Consiglio, mai eletto dal popolo, Mario Draghi esponente di quell’alta finanza internazionale per la la quale i Paesi sono mercati.

Dopo Giulio Andreotti e Salvo Lima, il sistema ha regalato agli Italiani Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri: il sistema – non la P2, non i poteri deviati, non i fascisti e i mafiosi.

Il Sistema, lo stesso del terrorismo, delle stragi, degli omicidi, della guerra civile “a bassa intensità”. Leggerò il libro di Stefania Limiti e Sandra Bonsanti, perché sono certo di trovare tante cose vere che spero vogliano inserire in una cornice che sia altrettanto vera.

 

Opera, 13 marzo 2021

Un pensiero riguardo “Colpevoli

  1. Grazie !
    Una domanda. Che ne pensa dell’attuale truffa della finta “pandemia” ?
    A me sembra evidente che i mandanti siano i “capi” di quei poteri che Lei descrive mirabilmente nell’articolo.

    "Mi piace"

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