Libertà di Scelta

Seguo da oltre un anno le vicende connesse all’epidemia di Covid-19, senza sprecare il mio tempo per chiedermi se l’origine del virus è di natura animale o se è stato costruito in laboratorio; se è sfuggito per errore umano da questo, sia esso cinese o americano; se è un episodio di guerra batteriologica, una prova generale per una prossima e ben più distruttiva pandemia, in grado di ridurre notevolmente la popolazione terrestre, o che altro; per la semplice ragione che non ci sarà mai una verità da tutti condivisa perché scientificamente documentata.

Trovo più interessante, viceversa, il dibattito sulla necessità o meno meno di vaccinarsi per contenere la pandemia.

L’indecente, osceno spettacolo offerto dalle multinazionali del farmaco. impegnate in una lotta senza esclusioni di colpi per guadagnare sempre più ampie fette di mercato per i loro vaccini, ed ottenere profitti miliardari, induce al legittimo sospetto che non ci siano motivazioni umanitarie dietro l’asfissiante campagna mediatica per indurre i cittadini a vaccinarsi.

I vaccini attualmente in circolazione – è noto – non immunizzano, tant’è che si rimane esposti al contagio. Servono, però, dicono, per evitare che il contagio assuma forme gravi, che venga contenuto, così da restare asintomatici, ma con la capacità di infettare altri, o con sintomi deboli.

In pratica, ci comunicano che, se vuoi vivere, devi vaccinarti, per non sanno dire quanto tempo durerà la protezione vaccinale: non molto visto che si parla di mesi e non di anni.

Chi si vaccina oggi dovrà rivaccinarsi fra 8-10 mesi, poco più o poco meno: certezza questa che rende felici i dirigenti delle multinazionali del farmaco che già contano i miliardi che potranno incassare per gli armi a venire, non i cittadini.

Del Covid-19 non sanno dire nulla di preciso: colpisce i polmoni, i centri nervosi, il cervello, il fegato, il sangue ecc. ecc., cioè è in grado di provocare danni permanenti all’organismo umano che i vaccini non dovrebbero essere in grado di evitare. O almeno, non ci garantiscono che lo facciano.

I persuasori palesi usano tanti giri di parole per non dire la realtà, quella che vuole che il Covid-l9 rappresenta un fattore ignoto, contro il quale, allo stato, non ci sono strumenti adatti a combatterlo.

Il vaccino, in quanto tale, garantisce – cosi dicono – la sopravvivenza, ma non la vita, che rimane condizionata da tutti quei fattori che l’accompagnano fin dal suo sorgere.

A questo punto è lecito chiedersi se vale la pena vaccinarsi?

Domanda che, nel momento in cui in questa Casa chiusa di Opera hanno iniziato a vaccinare i detenuti mi sono posto.

È una domanda alla quale non ci potrà mai essere una risposta collettiva, ma solo individuale perché attiene alla vita di ognuno di noi, il quale è chiamato a fare la propria scelta.

Fare da cavia, per quel che mi rimane da vivere, per le multinazionali del farmaco, non è prospettiva che mi sorrida.

Un futuro di vaccinazioni per sopravvivere (dicono) non mi si addice, perché si muore in tanti modi.

Le cifre dei morti per Covid19 vengono, strumentalmente, divulgate ogni giorno, ma vengono taciute per quelle giornaliere per infarti e tumori che si aggirano sui mille.

Per quanto mi riguarda, il Covid-19 è salo un fattore di rischio in più, che si aggiunge a tutti quelli già esistenti, e che vale la pena di affrontare con la consapevolezza che il come si muore non influisce sul quando si muore.

Per me non è mai stato importante dove vivere ma come e perché si vive – quindi è ancor meno importante come si muore e quando si muore.

In un mondo come questo della Casa chiusa di Opera, dove il senso della vita è circoscritto al cosa di mangia e quando si mangia, è giusto che io eserciti il mio diritto di libero cittadino e rivendichi la mia libertà di scelta: quella di non vaccinarmi.

Morirò di Covid-19? Può darsi.

Avrei potuto morire in tanti modi – e non solo di malattia, come potrebbero testimoniare quanti hanno fallito fuori e dentro il carcere: ma non mi sono mai preoccupato, e non inizierò ad esserlo oggi, per il Covid-19.

Un Dio crudele, se mai esiste, ma non lo credo, ci ha condannati ad una vita breve: quindi possiamo solo attendere che essa finisca con la serenità di chi l’ha vissuta credendo e combattendo.

Basta e avanza.

 

Opera, 29 marzo 2021

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