I Mentitori

Mento, quindi, sono.

Così si riconoscono, compiaciuti, coloro che fanno carriera nel mondo mediatico, perché la menzogna è il mezzo migliore per affermarsi e divenire opinion-leader, quelli che spiegano al colto e all’inclito la verità della storia e della politica.

Non citeremo oggi il tuttologo televisivo Paolo Mieli, dedicando la nostra attenzione a Giampiero Mughini e Corrado Augias.

Il primo si è esibito in televisione affermando che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono suoi amici: «vengono a casa mi, li accolgo volentieri perché loro hanno combattuto corpo a corpo con gli avversari».

Mughini è, difatti, un convinto assertore della “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980.

Per lui, Fioravanti, Mambro e complici sono innocenti per quel massacro. Non ne sarebbero stati capaci perché erano usi attaccare, con le baionette innestate, le linee nemiche, impegnandole in furibondi corpo a corpo dai quali uscivano vittoriosi.

Manca poco che li proponga per un medaglia d’oro al V.M. e ne faccia gli eroi dell’Italia democratica ed antifascista.

Si può sprecare il proprio tempo per confutare simili affermazioni?

No: è sufficiente infatti rispondere all’ammiratore di contanti eroi citando le parole di Valerio Fioravanti:

«Io e mia moglie siamo due criminali recuperati alla società. E questo dimostra che il carcere recupera».

Insomma, ai due delinquenti la galera ha fatto bene, ha giovato, perché li ha recuperati alla società e li ha mandati a lavorare, a stipendio, nell’organizzazione Nessuno Tocchi Caino.

Scelta quanto mai felice, la loro, che difatti sono due Caini intoccabili, contenti di essere liberi da anni e di avere fra i loro ammiratori Giampiero Mughini.

Più prudente il noto Corrado Augias che, sulle pagine di Repubblica, segnala che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono liberi da tempo, benché abbiano commesso 23 omicidi.

In realtà, i due sono liberi benché abbiano commesso 108 omicidi, visto che a loro carico ci sono gli 85 morti della strage di Bologna del 2 agosto 1980.

Il furbo, anzi furbissimo Augias, è anche lui un assertore dell’innocenza dei due criminali per il massacro in quella stazione ferroviaria, ma, più accorto di Giampiero Mughini, lascia intendere il suo convincimento, senza esprimerlo apertamente.

Si rende conto che vantare la clemenza dei Tribunali italiani che hanno rimesso in libertà gli autori di 108 omicidi stona con la pretesa, da lui stesso affermata, di portare in carcere in Italia brigatisti rossi ormai vecchi e malati, che per i loro pochi omicidi non sono paragonabili a Fioravanti e Mambro.

Preferisce, quindi, affermare implicitamente l’estraneità dei due dalla strage di Bologna, riducendo gli omicidi che hanno commesso ad un numero secondo lui accettabile, per giustificarne la scarcerazione.

Sarà che Donato Bilancia, primo serial killer italiano, con 17 omicidi, è morto in carcere e la famiglia Adams con 108 starnazza invece libera e felice per le strade di Roma – ma il concetto di giustizia in Italia ci sembra piuttosto opinabile.

È vero che, in questo caso, la magistratura giudicante ha svolto il suo compito con serietà e che il merito di aver permesso a Fioravanti e Mambro di fare un’allegra carcerazione e di ottenere una rapida liberazione ricade su quella di sorveglianza, sensibilissima alle campagne mediatiche ed agli interventi politici, ma il dubbio su cosa s’intenda per giustizia in Italia rimane, perché si tratta pur sempre di magistrati.

Non sono giudici, per fortuna, Mughini e Augias, che fondano i loro convincimenti sull’innocenza di Fioravanti, Mambro e compari sulla totale ignoranza degli atti processuali, in particolare degli interrogatori degli imputati condannati.

Sempre che non si tratti di malafede e disonestà: i due, infatti, non sanno di cosa parlano perché Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini si sono condannati da soli.

I tre, infatti, alla domanda rivolta loro dai magistrati su dove si trovavano e cosa avevano fatto il 2 agosto 1980, sono riusciti a dare ognuno una versione diversa sui luoghi, sugli orari, sulle macchine ecc.

Ora, anche un disabile mentale, un perfetto imbecille, si rende conto che tre innocenti, sia pure interrogati separatamente in tempi diversi, avrebbero fornito una risposta unica e univoca sui loro spostamenti, i luoghi, gli orari ecc. ecc.

Se mentono, è evidente che non sono in grado di dire la verità su cosa hanno fatto e dove si trovavano.

Mughini e Augias (e molti altri si potrebbero aggiungere) questi verbali di interrogatorio li hanno letti?

Hanno preso atto che Fioravanti e Mambro hanno mentito perfino su dove si trovavano, cosa hanno fatto e chi hanno incontrato nei giorni immediatamente precedenti la strage?

Hanno considerato che essi hanno fatto il nome di Carlo Digilio, il tecnico delle stragi, solo dopo che hanno avuto conferma che, benché pentito, non li accusava, anzi li proteggeva?

Insomma, i due fondano il loro giudizio sull’ignoranza totale ed assoluta degli atti processuali.

Come loro e prima di loro, lo hanno fatto Emma Bonino, Furio Colombo, il rinnegato per antonomasia Gianfranco Fini e tanti altri – così che c’è da chiedersi da quale ambiente o centro di potere è partito l’ordine di affermare l’innocenza di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini?

Perché una direttiva c’è stata, emanata da poteri così potenti da imporre una verità alternativa, quella della pista palestinese, che ha cancellato sul piano mediatico la verità che emerge dagli atti processuali.

È un depistaggio mediatico sul quale nessuno ha ancora indagato ma che meriterebbe, viceversa, attenzione, perché parte dagli stessi ambienti che hanno operato i depistaggi giudiziari.

C’è ancora oggi una struttura predisposta al controllo delle indagini ancora in corso su fatti che coinvolgono estrema destra, mafia e servizi, in grado di intervenire sul piano giudiziario, poliziesco e mediatico per allontanare nel tempo, se non per cancellare, ogni verità scomoda che possa emergere sia pure a distanza di decenni.

C’è, quindi, un burattinaio in grado di coordinare burattini, pronti a dire e fare tutto quello che gli viene ordinato.

Una struttura in grado di controllare l’informazione e, contestualmente, la disinformazione, in modo da condizionare l’opinione pubblica, per impedire che emergano verità storiche sgradite a Washington, Roma, Bruxelles e Gerusalemme.

I burattini li conosciamo, quindi, dobbiamo ora identificare il burattinaio, iniziando a cercare nell’ambito del Ministero degli Interni, responsabile della propaganda e della propaganda a scopo difensivo, in Italia.

Forse, scoprireremo che, come al solito, non esiste un potere occulto ma un potere palese che agisce con metodologie occulte.

Oggi, come ieri, come sempre.

 

Opera, 3 maggio 2021

5 pensieri riguardo “I Mentitori

  1. Buongiorno signor Vincinguerra, vorrei ringraziarla per i suoi articoli, per il suo pensiero che si allontana dalla solita frittura mista che ci propinano da anni e che fa campare allegramente pseudo giornalisti e omuncoli vari.
    Non credo il carcere faccia bene, soprattutto anni e anni di galera non aiutano i poveri cristi a rientrare nella società. Sicuramente ha aiutato la famiglia Addams…Finchè rinchiusi entrambi scrittori (come l’ insopportabile Balzerani, che pubblica libri a ruota libera…noiosi, melensi, una Liala mancata), ora da Nessuno Tocchi Caino, domani saranno beatificati.
    Grazie davvero
    Buona vita (non ironico)
    Monica

    "Mi piace"

      1. La ringrazio, e ringrazi il Sig. Vinciguerra per il contributo importante, e a volte decisivo, per la Verita’ Storica

        "Mi piace"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...